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KYOTO: IL GION MATSURI E LA FESTA DEI CONVOLVOLI

Articolo a cura di Susanna Ribeca, (scrittrice)


Celebri in tutto il mondo, le tre grandi e più importanti festività di Kyoto sono la Aoi Matsuri (o Kamo Matsuri), la Gion Matsuri e la Jidai Matsuri.


La Aoi Matsuri (ossia, Festa dei gerani o della malvarosa) si celebra il 15 maggio di ogni anno ed è una festa dei santuari scintoisti Kamigamo-jinja e Shimogamo-jinja.

Una grande parata ha inizio alle 10:30 al vecchio Palazzo Reale Gosho, prosegue per il santuario Shimogamo e alla fine arriva al santuario Kamigamo. Tutti i partecipanti della sfilata, i cavalli ed i carri sono adornati con fiori e foglie di malvarosa.


La Gion Matsuri è anch’essa una festa scintoista, dedicata al santuario Yasaka. Nacque nel 869; le persone andavano a pregare la divinità Susanoo-no-Mikoto proprio al santuario Yasaka (che all’epoca si chiamava Gion).

I festeggiamenti durano tutto il mese di luglio, ma l’apice sta nella processione di carri chiamata “Yamaboko Junko”, celebrata nella mattinata del 17 luglio, e nelle giornate precedenti: yoiyama (16 luglio), yoiyoiyama (15 luglio) e yoiyoiyoiyama (14 luglio).



La Jidai Matsuri (Festa delle ere), invece, è il festival del santuario Heian che si tiene il 22 ottobre di ogni anno, sin dal 1895.

Fu istituito per celebrare il 1100° anniversario della Kyoto capitale, nonché l’insediamento, il 22 ottobre 794, dell’Imperatore Kammu proprio nella città, che all’epoca si chiamava Heian-kyo. Caratteristica di questo giorno è la parata di circa 2000 persone vestite in costumi tradizionali scelti dal periodo Heian al periodo Meiji.




GION MATSURI

 

Oggi parleremo diffusamente del festival Gion Matsuri, anche perché è talmente bello e caratteristico da essere stata dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.


Fu celebrato per la prima volta nell’869, per volontà dell’Imperatore Seiwa. Il sovrano sperava che in questo modo le divinità avrebbero posto termine ad una serie di disastri naturali, quali numerosi terremoti, uno tsunami sulla costa nordorientale e un’eruzione del Monte Fuji. All’epoca si pensava che queste catastrofi fossero causate dagli spiriti vendicativi delle persone decedute durante una terribile epidemia di peste, avvenuta tra l’863 e l’864. Per questo la divinità venerata durante il Gion Matsuri è Gozu Tennō, dio della medicina e della guarigione.


Ogni distretto partecipante al festival organizza nella propria area di competenza il kippu-iri, la cerimonia d’apertura. Due sacerdoti shinto officiano il rito, nel corso il quale si fanno delle offerte e si prega affinché il festival proceda per il meglio. Per questa ragione, molteplici sono le cerimonie d’apertura nella città di Kyoto, e spesso organizzate in giorni differenti, anche se sempre nel corso dei primi cinque giorni del mese.


Il 2 Luglio è il momento del kujitori shiki, nel quale si determina l’ordine dei carri nel corso della parata del 17 Luglio (Yamahoko junkō).

kujitori shiki



Il 10 Luglio è un giorno molto importante nel calendario degli eventi: è infatti il Gion Matsuri Omukae Chouchin Mikoshi Arai. Innanzitutto, viene raccolta dell’acqua dal fiume Kamo che verrà usata al termine della giornata per lavare i mikoshi, ovvero i “santuari portatili” che serviranno alle processioni del 17 e del 24 Luglio. Segue poi lo Omukae Chouchin, che si svolge nel pomeriggio, dopo le ore 16:30. In questa fase, alcuni uomini recanti delle lanterne (chouchin vuol dire proprio “lanterna”) vengono accompagnati da donne e bambini, tutti riccamente vestiti, dal santuario di Yasaka lungo Shijō Street e Kawaramachi Street. I bambini sono i chigo, scelti tra le famiglie più in vista di Kyoto, a cui viene dato l’onore di incarnare la divinità durante l’uscita dal tempio. Durante la processione, ci si fermerà davanti al Kyoto City Hall per eseguire delle danze a ritmo di musica. Al termine, si rientra al santuario di Yasaka dove gruppi di ragazze eseguiranno altre tre danze. Alle 19:00 le divinità del santuario vengono trasferite nell’ o-tabisho, il santuario temporaneo collocato nella parte meridionale di Shijō Street. Seguirà poi il Mikoshi Arai, ossia il “lavaggio dei mikoshi” con l’acqua del fiume Kamo precedentemente raccolta.

Questo è anche il giorno in cui inizia la costruzione dei carri che si vedranno sfilare il 17 luglio, gli Yama e gli Hoko. Gli Hoko sono carri generalmente molto grandi (arrivano a misurare oltre 20 metri d’altezza) e si riconoscono per la presenza di una lancia o di una spada collocata sul tetto. Queste lame hanno il compito di tagliare via le influenze maligne e le malattie “attaccate” addosso agli spettatori della parata. Gli Yama, invece, sono di dimensioni più ridotte, sormontati da alberi di piccole dimensioni o rami recisi: questi vegetali, bruciati alla fine del matsuri, hanno il compito di assorbire gli spiriti malvagi che infestano la città.

Ogni carro è riccamente decorato con statue, ghirlande e specialmente tappeti e tessuti preziosi: tappezzeria generalmente di antica manifattura giapponese, ma non è inconsueto poter ammirare tappeti ricamati con motivi arabi, cinesi o persiani. Questa è una particolarità del Gion Matsuri: è uno dei rari festival shintoisti in cui si possono vedere così tante meraviglie straniere. Il motivo? Il Giappone si trovava al capolinea della Via della Seta e fino al XVI secolo le famiglie più facoltose di Kyoto acquistavano costantemente prodotti provenienti dal Medioriente e dall’Asia. Questi manufatti, conservati di generazione in generazione dagli abitanti di Kyoto, sono diventati patrimonio della città.



Il 13 luglio, il più importante tra i chigo, quello che salirà sul carro Naginata Hoko, visita il santuario Yasaka. Durante la sua visita, prega per la buona riuscita di tutti gli eventi del Gion Matsuri. Per prepararsi ad essere il messaggero del divino, il bambino si è dovuto sottoporre ad una serie di riti purificatori e soprattutto ha dovuto astenersi da ogni forma di contaminazione. Non può entrare in contatto con le donne e, dal 13 luglio, non può nemmeno toccare terra: fino alla processione, per qualsiasi spostamento, verrà sempre portato in spalla o a dorso di animale.



Le giornate del 14, 15 e 16 luglio sono forse le più divertenti e movimentate del Gion Matsuri: due delle strade principali, Shijo e Karasuma, vengono chiuse al traffico e allestite con i carri dello Yamaboko Junko, esposti ai curiosi e ai visitatori. Ad ogni angolo si trovano banchi di street food, così come anche venditori degli amuleti omamori e bancarelle di ogni genere. La tradizione del Matsuri Byobu, il Festival dei paraventi, inoltre, vuole che le case più antiche della zona aprano le loro finestre al pubblico e mostrino i tesori di famiglia ai curiosi: si possono ammirare i famosi preziosi paraventi, tessutii, rotoli dipinti a mano, armature di samurai, sculture buddhiste e ceramiche pregiate per la cerimonia del tè. L’intera atmosfera è animata dalla musica konchikichin, musica tradizionale suonata con pifferi, sonagli e tamburelli.



Il giorno 16 Luglio, come sarà poi anche per il giorno 23, i musicanti dei carri hoko e yama si recano presso lo o-tabisho, il santuario temporaneo, e pregano affinché venga concesso bel tempo il giorno successivo in occasione della parata. Una tenda è posizionata davanti allo o-tabisho, in modo da recintare lo spazio sacro. Qui il rappresentante di ogni carro verrà ad offrire un tamagushi (il tamagushi è costituito da un ramo di sakaki, un albero sempreverde, che viene poi adornato con strisce di carta, seta o cotone. Si tratta di una forma di offerta shintoista che viene fatta ai kami, le divinità, in occasioni importanti, come cerimonie, matrimoni e funerali.e riceverà la purificazione rituale).

La parata Yamaboko Junko si apre con il carro Naginata Hoko, dove il chigo, messaggero del divino, taglia la corda sacra. Questo è il segnale che dà il via. I carri vengono trascinati da una processione di uomini con indosso il tipico abito dei matsuri, lo happi, ma si possono vedere anche figuranti in costume di epoca Heian.

I momenti di maggiore suspense si vivono agli incroci di Shijo-Kawaramachi e Kawaramachi-Oike: qui i giganteschi carri devono essere ruotati di novanta gradi facendo slittare le ruote sopra delle assi di bambù.

I carri del Gion Matsuri sono tutti bellissimi, ma il Kamakiri Yama (Carro della Mantide) è senz’altro il più curioso. È sormontato da un’enorme mantide religiosa scolpita in legno che, grazie a degli ingranaggi, si muove.

In questa giornata avviene anche la processione dei mikoshi, i piccoli “santuari mobili”. Essi, infatti, vengono portati fuori dallo o-tabisho e, una volta caricati sulle spalle, sfilano nei dintorni del festival.

Un nome alternativo dello Yamaboko Junko, usato dagli abitanti di Kyoto, è “Sakimatsuri” (“il festival precedente”), perché c’è anche un “Atomatsuri” (“festival successivo”) il 24 luglio, una versione ridotta in cui sfilano solo dieci carri.

Il percorso che seguono è al contrario, da Karasuma Oike a Shijō street, Oltre alla parata ed alla processione dei mikoshi (che riporta le divinità allo Yasaka Jinja), si svolge anche lo Hanagasa Junkō, la Processione degli ombrelli e dei fiori, durante la quale dieci piccoli carri sormontati da colorati parasole sfilano per le strade. Seguono decine e decine di persone, bambini, e molte donne, tra le quali anche geiko (o geisha) e maiko (le “apprendiste” geisha).







FESTA DEI CONVOLVOLI

 

Per i tre giorni a cavallo della festa di Tanabata, che è il 7 luglio, il viale nel quartiere di Iriya che va dalla stazione di Uguisudani fino al tempio Shingen (dove si venera la dea Kishimojin) è invaso da bancarelle fatte di mensole a scaletta piene di convolvoli in vendita.

Il convolvolo è un fiore molto apprezzato in Giappone. Ė noto con il nome Asagao [朝顔], letteralmente “il volto del mattino”, proprio perché non dura più di un mattino. Per i giapponesi è il simbolo del mese di luglio, dell’estate, ed è stato ampiamente utilizzato sia in letteratura sia nell’arte figurativa come simbolo della delicatezza, della fragilità e della bellezza che dura un solo giorno, ma è ammirato anche per la sua tenacia nell’abbarbicarsi a qualcosa di più forte. Di questo parla anche Fukuda Chiyo-ni (1703-1775), una delle maggiori poetesse di Haiku del periodo Edo. Nata a Matto nella provincia di Kaga, Chiyo-ni venne introdotta fin dalla tenera età alla poesia di Matsuo Basho, divenendo a soli 17 anni famosa in tutto il Giappone per i suoi versi. Le sue poesie narrano del rapporto profondo tra natura e uomo seguendo lo stile del maestro Basho, sviluppando tuttavia uno stile proprio e indipendente. Alzatasi una mattina, scese nel proprio giardino per prendere l’acqua al pozzo, ma nell’atto di accostarsi vide che, durante la notte, un convolvolo si era attorcigliato intorno al secchio. Colpita dalla fragile pianticella e dalla bellezza del fiore, pensò: “Perché afferrare la fune, spezzando la breve vita della tenera pianta? Chi vuole dell’acqua la cerchi altrove!” e la chiese ad una vicina, scrivendo in seguito quella che divenne una delle sue poesie più note:

Lungo la corda del pozzo si è avvolto un convolvolo, andrò a chiedere l’acqua alla vicina

Asagao ni tsurube torarete morahi mizu


La tradizione festiva vuole che al tempio Shingen i fedeli comprino un amuleto decorato con un piccolo convolvolo artificiale e si facciano purificare con la pietra focaia; poi, arrivati al recinto, cioè alla sala del culto, devono lanciare un’’offerta e pregare. La dea Kishimojin, in origine, era una divinità crudele che rapiva i bambini e li mangiava. Non potendolo tollerare, Buddha le nascose il suo bambino più piccolo; la dea quasi impazzì per il dolore, capì e cambiò, diventando la protettrice del parto e della cura dei bimbi.


E allora, tutti a Kyoto per il Gion Matsuri!





Articolo a cura di Susanna Ribeca, (scrittrice)


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