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VOGLIA DI CARNEVALE? TUTTI AD ASAKUSA, TOKYO!

(Articolo a cura di Susanna Ribeca, scrittrice)


Lo sapevate che in Giappone si festeggia il Carnevale in stradaballando il samba?

Ebbene sì, anche ai giapponesi piace sambare! Nel quartiere di Asakusa a Tokyo, l’ultimo sabato di agosto, in coda ad una serie di festività tradizionali e religiose, va in scena la più importante sfilata di scuole di samba dopo quella che si svolge in Brasile: l’Asakusa Samba Carnival.



Questo carnevale “alla brasiliana” parte da Umanichi-dori, di fronte alla porta Nitenmon del tempio buddista più famoso della capitale, il Sensō-ji; passa davanti alla porta Kaminarimon del tempio e continua per circa 800 metri lungo la via Kaminarimon. Più di 15 scuole di samba e circa 5.000 partecipanti riscaldano ancora di più la torrida estate giapponese.

Il pubblico, 500.000 persone circa, è attratto da questo grande festival che ricrea a Tokyo il Carnevale di Rio de Janeiro.



L’origine di questa tradizione non è molto chiara, ma essa ha avuto inizio nel 1981. Qualcuno ne attribuisce la nascita all’Associazione dei Commercianti di Asakusa (ACA), come strategia per stimolare il commercio locale, calato abbastanza negli anni. Altri affermano che è nato in virtù della necessità di celebrare e fortificare i legami fra la comunità giapponese e quella brasiliana, che cominciarono nel 1895 con il Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione, continuarono con l’immigrazione giapponese all’inizio del Novecento e, dopo un secolo, con quella dei brasiliani di ascendenza giapponese verso la nazione nipponica.

L’iniziativa ebbe talmente successo che, l’anno successivo alla prima sfilata, un gruppo di dirigenti dell’associazione commerciale andò in Brasile per apprendere tutto il possibile sul carnevale e i suoi segreti, e si formò una Commissione giudicatrice che utilizza gli stessi criteri di valutazione del campionato brasiliano.


Oggi il Carnevale di Asakusa è diventato un appuntamento molto atteso. Veri fuoriclasse giapponesi di “samba no pé” (lo stile di samba tradizionale di strada), vestiti di bianco come i “malandros” di tradizione carioca, si esibiscono in virtuosismi, e splendide ragazze nipponiche in tanga e piume affascinano gli spettatori con movimenti di danza perfezionati in lunghe sessioni di allenamento con le “mulatas brasileiras”.



Tecnicamente, la sfilata è uguale a quella di Rio de Janeiro, solo in scala ridotta. Le squadre (ossia le scuole), formate come minimo da 150 membri e provenienti da tutto il Paese, sono divise in due Leghe: la LegaS1 e la LegaS2, che competono con un meccanismo di sostituzione, ossia, la squadra della LegaS1 con il punteggio più basso verrà sostituita da quella con il punteggio più alto della LegaS2. Inoltre, le scuole che si classificano come penultima ed ultima della LegaS2 devono iscriversi daccapo, presentando tutti i documenti, proprio come gli esordienti che desiderano partecipare l’anno successivo.

La competizione è quindi molto intensa ed occorre un anno intero per prepararsi.


La Commissione, formata da dieci giudici affiancati da celebrità e dal voto su Internet, decide il punteggio sulla base di sei fattori fondamentali: espressione del tema scelto, entusiasmo, costume, performance, danza e valutazione complessiva.

I gruppi sono organizzati sulla base delle rigide regole stabilite nel Carnevale carioca. La sfilata viene aperta dalla “commissão de frente”, che realizza una coreografia ed introduce il tema scelto dalla scuola (samba-enredo), suonato dalla “bateria”, i musicisti. Poi ci sono il “mestre-sala” e la “porta-bandeira”, una coppia di ballerini che danza con la bandiera della scuola in mano. Il “mestre-sala” si muove con grazia intorno alla “porta-bandeira”, la quale, da parte sua, compie una serie di piroette e volteggi su sé stessa, badando a tenere sempre spiegata la bandiera. Seguono i carri allegorici e le “alas”, formate da un certo numero di membri irregimentati in file, con i propri costumi (inerenti al tema scelto) e la propria coreografia, che cantano con entusiasmo la canzone-enredo.



Non resta dunque che andare all’Asakusa Samba Carnival, che quest’anno, a causa della pandemia di Covid, è previsto a settembre. Buon divertimento!


(Scritto da Susanna Ribeca, scrittrice)



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