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SENPAI E KOUHAI: Chi sono e che relazione hanno?

(Articolo a cura di M.Matteo Gagliardi, Direttore del Centro Culturale Italia Giappone ''Sicomoro'' in Europa)


Buon lunedì e ben tornato nel nostro blog di cultura giapponese.


È importante conoscere tutti gli aspetti del Giappone, ma sopratutto da fonti certe o addirittura che hanno vissuto in prima persona ciò di cui si parla.

Poco a poco affronteremo le tematiche culturali più importanti che rendono il Giappone il paese che è.


Oggi ti parlo dei Senpai e Kouhai.

Chi sono? Che relazione hanno tra di loro?

Questo è un punto fondamentale per capire com'è strutturata la società giapponese.


Nell'ultimo articolo abbiamo parlato di un tema altrettanto importante che possiamo dire sia collegato con questo.

Se te lo sei perso ti consiglio di leggerlo → HONNE E TATEMAE: ciò che non si percepisce di un giapponese.


Le parole Senpai e Kouhai non hanno una traduzione letterale, ma vediamo di spiegare come funzionano.



Significato delle parole SENPAI e KOUHAI

 

SENPAI

La parola SEN-PAI (先輩) è l'unione dei kanji "SEN" [先] che, per capirci, dà l'idea di prima o precedenza e "PAI" [輩] che dà l'idea di partner, compagno e persona.

Quindi possiamo tradurre per esempio con: una persona che ha più esperienza di te.


Questa espressione può essere usata sia da sola che insieme al nome.

Per esempio, siccome io mi chiamo Matteo, a scuola i miei Kouhai mi chiamavano "Senpai" o "Matteo Senpai", anche se non sempre e nemmeno è obbligatorio.

È una forma di rispetto che può anche essere sostituita con il semplice -san, ossia Matteo-san.


KOUHAI

La parola KOU-HAI (後輩) è l'unione dei kanji [後] che trasmette l'idea di dietro, dopo, successore, erede, precedente e cose del genere, e del kanji [輩] che è lo stesso di Senpai ma si pronuncia hai.

Quindi possiamo tradurre per esempio con: persona che ha meno esperienza di te.


Questa parola, a differenza di Senpai, non è abitualmente utilizzata per chiamare o rivolgersi a qualcuno, ne con il nome, ne senza nome.

Un Senpai non aggiunge niente al nome quando si rivolge ad un proprio Kouhai.


Riassumendo in parole semplici, Senpai è usato per riferirsi a una persona anziana e più esperta, a un mentore o a una persona anziana. Kouhai, d'altra parte, è una persona più giovane, novizia o inesperta.

Se fai amicizia con una persona più grande di te, sei diventato automaticamente un suo Kouhai e non riconoscere questa gerarchia è estremamente irrispettoso.



Relazione tra Senpai e Kouhai

 

La relazione tra un Senpai e un Kouhai è spesso idealizzata, causa Manga e Anime, che ci porta a pensare ad un mondo meraviglioso tra due persone che si aiutano e vogliono bene.

Dove il Senpai è sempre presente per aiutare, per ascoltare, per dare consigli e salvare il proprio Kouhai da situazioni difficili.


Beh, non è così, o meglio non sempre.

Non possiamo sbilanciarci ne da una parte ne da un'altra, cioè dire che il Senpai è buono o è cattivo.


Come in tutto il mondo dipende dalla persona.

Perché, anche in Giappone, ci sono quelli che si approfittano del proprio status superiore per ricorrere ad alcuni vantaggi che non posso essere negati da parte dei propri Kouhai.


In Giappone ho fatto le scuole dell'obbligo, le superiori e l'università e ho incontrato di tutto.

Quello che aiuta, quello che ti dice di trattarlo come se non fosse un Senpai ma più come un amico, quello che si approfitta e ti chiede di andargli a prendere il caffè.

Il Kouhai è "obbligato" a rispettare i propri Senpai così come sono, se si ribella sarebbe mal visto da tutti.

Frequente però è parlare male in assenza del Senpai, dove ognuno sfoga il proprio stress con i coetanei.


Tutto ciò rientra nel quadro generale delle relazioni nella società giapponese.



Abuso di potere e comportamenti appropriati

 

I critici del sistema pensano che sia arbitrario e ingiusto che i Senpai siano spesso aggressivi con i propri Kouhai, perché poi a sua volta il Kouhai si vendicherà con i propri Kouhai.

Ad esempio, alcuni kouhai temono addirittura di superare i propri senape in determinate attività, perché questo potrebbe poi ritorcersi contro ed arrivare ad essere esclusi o isolati dal gruppo.


Alcuni approfittano dell'abuso di potere per trasformare i Kouhai in schiavi.

Si inizia con un linguaggio offensivo, arrivando poi a costringerli a portare i bagagli, fare il suo lavoro scolastico e persino usare la violenza.

Tutto questo si trasforma poi nel famoso "ijime" giapponese, tema che devo assolutamente affrontare molto presto.

Nessuno può fare niente, altrimenti subirà la stessa sorte.

Ma questo non è nuovo, anche in Europa c'è il "bulling" che per ora può rendere l'idea.


C'è anche da dire però, che non è frequente incontrare un Senpai che fin dall'inizio come un pazzo si scaglia contro di te e ti rende la vita impossibile.

Il Kouhai deve avere delle attenzioni, ovvero non si può pretendere la protezione o il rispetto di qualcuno senza fare niente.


Nella società ci sono delle accortezze, piccole ma fondamentali, da parte del Kouhai.

Alcuni esempi.

Salutare per primi: non mi sembra poi così complicato salutare il proprio Senpai con un bel "おはようございます!"Buon giorno, Ohayou gozaimasu.


Parlare in forma cortese: ossia in ですdesu, ますmasu per chi conosce un po' la lingua.


Quando si va via dall'ufficio per andare a casa, andare prima dal Senpai che forse ancora ha del lavoro da svolgere e salutare, o addirittura meglio chiedere scusa per lasciare il lavoro prima di lui.

Ma, perché chiedere scusa???

Perché si. Punto.


Con queste piccole accortezze si può arrivare ad avere una relazione sana ed arrivare a godere di certi benefici.

Se il Senpai riconosce che tu lo tratti bene, allora ti porterà a cena, ti pagherà il caffè, parlerà bene di te quando non ci sei, insomma, è uno scambio che porterà benefici ad entrambi.


Purtroppo però non è tutto semplice, scriverlo e leggerlo sembra quasi un manuale, ma non è così.

Ci sono addirittura molti libri in Giappone che insegnano ad essere buoni Senpai o Kouhai.


Storia e origine

 

Il sistema senpai-kohai è profondamente radicato nella storia giapponese.

Tre elementi hanno avuto un impatto significativo sul suo sviluppo:

il confucianesimo, il tradizionale sistema familiare giapponese e il codice civile del 1898.


Il confucianesimo venne dalla Cina tra il VI e il IX secolo, ma la linea di pensiero derivata che causò profondi cambiamenti sociali in Giappone fu il neoconfutazionismo, che divenne la dottrina ufficiale dello Shogunato Tokugawa (1603-1867).


I precetti di lealtà e pietà filiale dominavano i giapponesi in quel momento, poiché il rispetto per gli anziani e il culto degli antenati insegnato dal confucianesimo cinese erano ben accettati dai giapponesi e queste influenze si diffusero rapidamente.


Anche il sistema familiare giapponese era regolato da codici di condotta confuciani e aveva un'influenza sull'instaurazione del rapporto senpai-kōhai.

In questo sistema familiare, il padre, come capo maschio, aveva un potere assoluto sulla famiglia e il figlio maggiore ereditava la proprietà della famiglia.

Il padre aveva potere perché era lui a ricevere un'istruzione ed era considerato avere una conoscenza etica superiore.

Poiché la riverenza per i superiori era considerata una virtù nella società giapponese, la moglie e i figli dovevano obbedire.

Oltre al sistema ereditario, solo il figlio maggiore poteva ricevere gli effetti personali di suo padre, e né la figlia maggiore né i figli più giovani ricevevano nulla da lui.


L'ultimo fattore che ha influenzato il sistema senpai-kōhai è stato il codice civile del 1898, che ha rafforzato le regole del privilegio dell'anzianità e ha rafforzato il sistema familiare tradizionale, dando chiare definizioni di valori gerarchici all'interno della famiglia.


Questo era chiamato koshusei [戸主制 ] che significa capo del sistema familiare, in cui il capofamiglia aveva il diritto di comandare sulla sua famiglia e il figlio maggiore ereditava quella posizione.

Questi statuti furono aboliti nel 1947, dopo la resa del Giappone alla fine della seconda guerra mondiale.

Tuttavia, questi ideali sono stati inevitabilmente mantenuti negli anni successivi come influenza psicologica sulla società giapponese.



Purtroppo ho dovuto riassumere un po' il tutto, ma spero poter approfondire il tema in futuro.

Grazie e buona giornata !!!


Articolo a cura di M.Matteo Gagliardi, Direttore del Centro Culturale Italia Giappone ''Sicomoro'' in Italia


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